mercoledì 15 luglio 2009

L'Aquila schiacciata dal peso delle menzogne mediatiche



Da una mail di una ex studentessa fuori sede a L'Aquila:


Le ho contate, dovrebbero essere una ventina circa.
>
> Almeno una ventina di persone, conoscenti e amici che sanno quello
> che è accaduto alle 3:32 del 6 aprile, ma che nell'ultima settimana mi
> hanno chiesto se fossi tornato all'Aquila per preparare gli esami.
>
> Forse mi devo scusare con loro, perchè la mia risposta ha
> sistematicamente destato un pò di imbarazzo:
> "L'Aquila non esiste più"
> "Ah già, scusami"
>
> Ah già.
>
> Ma è giustificabile.
> Ormai le reti nazionali non parlano più del terremoto dell'Aquila,
> troppo prese a parlare prima della crisi coniugale del premier,
> poi della crisi economica ormai superata brillantemente dalla nostra
> nazione,
> poi della pseudo-crisi dell'amministrazione siciliana,
> poi delle quotidiane crisi di nervi di questo o quel politicante.
>
> Queste sì che sono notizie.
>
> E quelle rare volte che si parla ancora del terremoto dell'Aquila i
> toni sono esaltanti,
> c'è chi lo definisce "il successo del governo",
> chi parla del "miracolo del premier".
> Si parla di ricostruzioni avvenute,
> di problemi risolti.
>
> NON È VERO.
>
> Le notizie riportate sono solo specchieti per le allodole,
> azioni di facciata per mostrare un fantomatico intervento-lampo del
> governo.
>
> La verità è tutt'altra.
> La gente ormai da quasi due mesi vive in tenda, e lo fa sia negli
> afosissimi pomeriggi dei giorni scorsi, sia nelle notti di vento e
> pioggia, come questa.
> E quelli che sono negli alberghi sulla costa si godono ancora per
> poco il sogno di una lunga e gratuita vacanza al mare, ormai in attesa
> (a giorni) di essere messi alle porte in vista dell'inizio imminente
> della stagione balneare.
>
> Di costruzioni per ora nemmeno l'ombra, perchè fino al G8 dell'Aquila
> si deve lavorare per accogliere i rappresentanti delle più grandi
> nazioni del mondo.
>
> A mandare avanti la baracca ci sono i volontari della Protezione
> Civile, i volontari dei Vigili del Fuoco, i volontari delle varie
> Associazioni di Pubblica Assistenza, che si spaccano la schiena per
> mantere vivibile la condizione ma sempre più si lamentano della scarsa
> presenza dello Stato, della scarsità di fondi (3.1 miliardi in 24 anni
> sono BRICIOLE), dei ritardi nei lavori (ad ora, nessuna delle promesse
> fatte nelle subito successive al terremoto è stata mantenuta).
> E se si lamentano di ciò i volontari che dopo una settimana tornano
> nelle loro tiepide case, come direbbe Primo Levi, pensate come possono
> stare le persone che una casa dove tornare non ce l'hanno affatto, che
> non sanno più cos'è la privacy, che sognano una doccia dignitosa.
>
> Non mi sembra il quadro di un successo, questo.
> Non mi sembra una situazione risolta.
>
> Lo scopo di questa mail è solo ricordare a tutti che non sentire più
> notizie in tv non vuol dire che ora tutto sia tornato alla normalità.
>
> RICORDATELO: L'EMERGENZA NON È FINITA.
>
> Invia questo messaggio almeno a 10 persone, te ne prego.
> Se non lo farai non ti accadrà nulla di male,
> se lo farai non avrai soldi o amori stucchevoli.
>
> ...ma solo, nel frastuono del niente quotidiano occorrono tante
> piccole grida per ricordare cos'è
> un briciolo di dignitosa umanità.
>
> Grazie di cuore
>
> Un ex-residente all'Aquila
>

Nessun commento: