venerdì 4 marzo 2011

Quando la TV parla di donne che vogliono cambiare la storia: sulla manifestazione "Se non ora quando?" a Catania

In questi giorni mi è capitato spesso di sentir dire che le due manifestazioni dello scorso weekend a Catania ( sabato "Berlusconi dimettiti" del popolo viola e domenica "Se non ora, quando?" in difesa della dignità delle donne) fossero qualcosa di inutile, del chiasso immotivato, perfino una pagliacciata a supporto di chi grida al complotto contro il governo.


Sono scesa in piazza, sia sabato che domenica. Quello che ho visto e sentito mi ha dato speranza e conforto.

Sabato in piazza il "chiasso" era reale: decine di ragazzi (purtroppo non tantissimi) inneggiavano alle dimissioni del premier protestando pacificamente al suono assordante di pentole e coperchi. I passanti sembravano un pò infastiditi dal rumore e lì mi chiedevo:

non è forse più assordante il silenzio della resa o dell'indifferenza?


Domenica, un fiume di persone: donne e uomini, di tutte le età. Senza bandiere politiche ma accomunati dal desiderio di un Paese dove la dignità della donna; ormai calpestata; torni ad essere una priorità. Il "chiasso" era quello delle voci di donna ai megafoni che con grande forza chiedevano di ridarci il rispetto che ci spetta ricordandoci che il concetto di donna va oltre all'esibizione di un corpo nudo. Il "chiasso" era pure quello dei clacson per il traffico bloccato dalla manifestazione.


Tutto questo è davvero "Molto rumore per nulla"?

Dopo tante urla, insulti, parole insensate e volgarità pronunciate nei nostri politici nei salotti televisivi, è davvero questo nostro "chiasso" che merita lo sberleffo o peggio l'indifferenza da parte dell'opinione pubblica e dei nostri politici? La domanda è ovviamente retorica dal mio punto di vista.

La tv, che dà sempre spazio al circo della politica, ha in parte taciuto sulla mobilitazione delle donne. La nostra rete regionale, Antenna sicilia, non ha neanche fatto accenno alla manifestazione durante il tg: dicono che mancavano le troupe dispobili.

La tv avrebbe dovuto aiutarci di più in questo senso, perchè in quei giorni abbiamo iniziato a dare un segnale importante: abbiamo voglia di cambiamento! Vogliamo cambiare la storia del nostro paese! Se non ora quando? Mai nome fu più azzeccato!

Il nostro chiasso ha dato evidentemente fastidio ai piani alti!

Ma la mia speranza è che al più presto tutta Italia si svegli e i nostri politici diventino "sordi" a forza di sentire questo speranzoso e battagliero "chiasso".



Irene

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